Curriculum Associazione

Via Vetticello 149, 87021 - Belvedere M.mo
Iscrizione n.00113 sezione provinciale del registro delle organizzazioni di volontariato
Codice fiscale 92010970785, Telefax 0985 887896
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Donazioni su C/C postale 26622969
C/C bancario Carime 51/4561 ABI 3067 CAB 80621
In quanto ente di diritto privato senza scopo di lucro (fiscalmente Organizzata Non Lucrativa di Utilità Sociale), gli iscritti alla nostra Associazione sono tutti volontari e perciò mettono a disposizione il loro tempo e le loro risorse a titolo del tutto gratuito.
Siamo tanti, ben 68 di soli iscritti, e più di 300 se si considerano famiglie e persone che frequentano occasionalmente.
La nostra attività si esplica in più forme:
Svolgiamo un servizio di assistenza - non solo domiciliare - a favore soprattutto di persone disabili, e che consiste in un supporto per l'espletamento delle attività quotidiane, in assistenza amministrativa per pratiche legate alla disabilità, ma anche in attività ludiche e ricreative che constano ad esempio di viaggi e gite in località anche fuori della regione; da ultimo, il nostro lavoro si indirizza altresì, nell'organizzare corsi scolastici per la licenza media (al termine se ne rilascia una attestazione) e per educazione linguistica e alfabetizzazione per quanti, disabili e non, vogliano partecipare.
Collaborazione da gennaio 2006 tra l’associazione e “ALTROCONSUMO” Comitato Difesa dei Consumatori, due consulenti legali dei consumatori, Maria Donato e Santina Bruno, mensilmente presso i locali in via Vetticello sede dell’associazione, incontrano i soci della stessa per discutere della normativa vigente in materia di disabilità, invalidità, barriere architettoniche e tutte quelle leggi che prevedono agevolazioni sussidi e quant’altro possa interessare a persone con disabilità; i consulenti sono a disposizione due giorni al mese per aiutare le persone con disabilità a disbrigare le pratiche che li riguardano.
Nel primo incontro si e discusso su l’amministratore di sostegno, figura inserita nel nostro ordinamento giuridico da una recentissima legge, che prevede una valida alternativa, all’interdizione per tutti coloro che per compiere degli atti ed amministrare i propri beni, hanno bisogno dell’aiuto di una persona che li sostenga, ma nel contempo non si trovano in condizioni tali che giustifichino un provvedimento drastico.
In collaborazione con la Scuola Media di Scalea abbiamo creato un Centro di Formazione permanente per le età adulte.
Gli iscritti ai corsi organizzati dal Centro Territoriale presso la nostra sede al momento sono stati ben 29 e le lezioni si sono tenute tutti i pomeriggi da lunedì a venerdì con grande partecipazione ed entusiasmo. Anche questa iniziativa rende molte soddisfazioni: si pensi che alcune persone stanno imparando a leggere e a scrivere; per alcune costituisce il primo momento in tutta la loro vita - se non l'unico - in cui possono finalmente esprimere la loro interiorità, ad esempio attraverso i disegni ed i colori, il che può giudicarsi una banalità solo da chi non possiede nemmeno gli strumenti psicologici e umani minimi di approccio alle problematiche della disabilità e dell'emarginazione.
Per apprezzare l'importanza di queste iniziative, si consideri - quanto alla situazione familiare di alcuni di loro - che in taluni casi i ragazzi sono segregati in casa, quando non addirittura quasi "nascosti" dalle famiglie che per in cultura tendono a trascurare alcune loro istanze.
Anche a questo serve la nostra Associazione: a dare voce a queste esigenze interiori.
Il nostro intento è anche quello di mettere a loro disposizione tutti quegli strumenti, materiali e non, che le famiglie non sono in grado di fornire.
Il servizio che svolgiamo copre pressoché tutto il territorio comunale.
L'aver acquistato due pulmini per il trasporto dei disabili consente di soddisfare una buona fetta di domanda.
In altre parole la nostra Associazione sta svolgendo un servizio sociale spesso sopperendo al ruolo del Comune che dovrebbe svolgerlo in collaborazione con l'A.S.L.. specie per quel che riguarda l'assistenza domiciliare a persone allettate o comunque inferme, per le quali occorrerebbe personale professionalmente capace.
In realtà la legge sugli Enti Locali riconosce e valorizza anche il nostro ruolo: il Comune svolge le funzioni sue proprie funzioni "anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali" (T.U. 267/2000 art. 3 comma 5^).
Vi sono persone colpite da ictus alle quali i familiari non sono in grado di assicurare tutta la necessaria cura.
Qui intervengono i nostri obiettori di coscienza che si impegnano a turno con orari ben organizzati, tenendo compagnia, svolgendo qualche compito di assistenza personale; talvolta si premurano per la spesa… in ogni caso è di notevole importanza l'apporto umano da loro assicurato.
Senz'altro questo servizio costituisce un'importante occasione di crescita e di arricchimento reciproco tra obiettori e disabili.
Alcuni ragazzi chiamati alla leva hanno così scoperto una loro dimensione insospettata.
Anche questo risultato lo ascriviamo al nostro lavoro, ma è da attribuire anche all'iniziativa del Comune che, convenzionandosi per il distacco di obiettori di coscienza, ha favorito un'occasione alternativa di crescita ai tanti giovani del nostro paese: il progresso umano e civile dei cittadini è una risorsa su cui si può sempre contare.

Che cosa è la Consulenza alla Pari
La consulenza alla pari è un “metodo” che consente lo sviluppo delle capacità di fronteggiamento dei problemi attraverso l’ascolto attivo di persone che sono nostre pari.
Per “pari” si intende qualcuno che è nella stessa situazione, che ha la stessa età, cultura o background o che ha avuto una stessa esperienza di vita.
Nel nostro caso un “pari” è qualcuno che ha una disabilità.
Alla base della filosofia della Consulenza alla Pari c’è l’idea che le persone sono capaci di trovare dentro di sé le soluzioni ai propri problemi e alle proprie difficoltà e sono in grado di raggiungere da soli i loro traguardi.
Il consulente alla pari non ha il compito di risolvere i problemi dell’altro, ma aiutare il consultante ad attivare le proprie capacità di conoscere e sperimentare, a ricercare dentro di sé la propria creatività, a divenire consapevole delle proprie emozioni, dei propri desideri e dei propri bisogni.
In sostanza il consulente deve svolgere un lavoro di promozione delle capacità (empowerment) del consultante per attivare un processo che porterà quest’ultimo a diventare più forte nel confrontarsi con la propria vita ed a cavarsela meglio nell’affrontare il mondo.
Il fatto che ci sia parità (uguaglianza) permette al consultante di rispecchiarsi nell’altra persona e questo favorisce il processo che conduce all’acquisizione della consapevolezza di sé e quindi alla realizzazione di una vita indipendente e interdipendente, cioè di vivere con pari diritti nella società e di praticare la propria autodeterminazione.
Con la "Consulenza alla pari" - che abbiamo potuto realizzare grazie anche all'interessamento del Comune – una ragazza disabile molto giovane (per citare una sola dei nostri amici, nata con un problema di tetraparesi), acquistata maggiore consapevolezza di sé e delle proprie autonome capacità, è in grado di fare a meno dell’aiuto della madre per vestirsi o allacciarsi le scarpe: è una conquista di non poco conto e testimonia l'acquisizione di una fiducia in sé che prima mancava.
Ogni ragazzo nella nostra Associazione ha un suo preciso ruolo che lo impegna a beneficio del gruppo e di quanti, anche esterni, necessitino di un aiuto.
Pensiamo a Daniele (con un handicap motorio) che coordina gli obiettori di coscienza che il Comune ci ha messo a disposizione.
Ma penso anche a Gianmpiero e Daniele (un altro Daniele, entrambi ciechi) che curano l'allestimento delle nostre tante serate (intanto formano un duo musicale detto Duo Liporace, suonando la fisarmonica).





